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Adesso basta, svegliamoci! di Umberto Sirchia

 

A pochi giorni dalla drammatica morte del vice ispettore Filippo Raciti, ci si pone il problema dei sempre più rilevanti e frequenti fenomeni di violenza che caratterizzano la nostra società.

Tanto sono state le domande, tante le perplessità, ma alla fine come sempre, solo e soltanto una grande confusione.

La domanda che mi pongo è questa: la violenza è solo un fenomeno calcistico? Un fenomeno che interessa gli stadi? Pensare ciò significherebbe essere ciechi e riflettere in maniera molto superficiale, cito soltanto l’episodio di “Cogne”, ciò a cui abbiamo drammaticamente assistito nel comune di “Erba” e a tutta la cronaca nera che quotidianamente pervade i nostri telegiornali.

Lo stadio non è altro che una grande cassa di risonanza e come al solito, noi italiani, ci svegliamo soltanto quando la vita di innocenti viene spezzata in maniera cosi drammatica. Dov’è il rispetto per la persona umana, dov’è il rispetto per un cuore che batte, dov’è la pietà per un bambino o un anziano indifeso.

La violenza è un fenomeno che ha come protagonisti e vittime tutti, ragazzi e adulti, poveri e ricchi, uomini e donne di cultura e non, e quindi se dobbiamo trovare una causa, questa deve essere necessariamente ricercata in ciò che hanno in comune tutte queste persone.

Svariati potrebbero essere le cause e i motivi per cui oggi si parla, nuovamente e con insistenza, di violenza, si può addossare la colpa alla televisione a internet, alla scuola. Dov’è però  il senso di responsabilità di ognuno di noi, dobbiamo sentirci tutti colpevoli perché siamo noi ad essere attratti da questa televisione “spazzatura”, noi ad avere curiosità nel vedere questi filmini amatoriali di inaudita violenza e scellerata ferocità, noi che nel traffico diventiamo delle “bestie” e qualcuno per un semplice parcheggio, anche nella nostra amata Palermo, è riuscito ad uccidere. Sicuramente i ritmi frenetici di oggi portano ad un livello di stress e tensione difficile da sopportare, ma la domanda che mi pongo è: ” Verso quale direzione stiamo correndo se poi trascuriamo le cose fondamentali della vita? Se corriamo verso il baratro allora sarebbe meglio rallentare a ancora meglio cambiare direzione!

La televisione, la scuola, internet possono e devono essere rivalutate e riorganizzate secondo un’ottica di prevenzione, ma non basta, perché la prima società con cui si confronta una persona, fin dalla più tenera età è la famiglia. Se la famiglia non viene più valorizzata tutti i metodi di prevenzione saranno destinati a fallire miserevolmente. Veramente si può arrivare a pensare che una società civile possa far a meno della famiglia intesa come coppia di uomo e donna che fanno un progetto di vita insieme a lungo termine, cercando di assicurare un’educazione costante ai propri figli?

Eppure certi “uomini” di sinistra e anche il silenzio di una parte della destra sta riuscendo a far approvare una legge che genererà una lesione profonda sul futuro del nostro paese, una legge che mette sullo stesso livello famiglia e coppia di qualsiasi tipo. Una legge che, come dice Sua Santità Papa Benedetto XVI, genererà un << senso di disorientamento che renderà precarie e incerte le scelte della vita di ogni giorno >>. Uno stato che guarda al futuro non può pensare di non incentivare di non aiutare, anche economicamente, coloro che vogliono garantire e garantirsi un futuro di stabilità ed è per questo che certi diritti devono accompagnarsi ad altrettanti doveri. In questo senso questa legge non metterà la famiglia sullo stesso livello dei “DICO” ma la inabisserà, la soppianterà, con l’intento di annullarla definitivamente. Se noi tutti oggi, compresi coloro che approvano questo modo di vedere e di vivere illogico, siamo al mondo, è grazie al fatto che fino ad oggi abbiamo avuto una famiglia dietro le spalle che ci ha sostenuto nonostante le difficoltà, con amore e sacrificio, ma adesso, quale futuro ci aspetta  senza questa cellula fondamentale che è la famiglia?

Sono soddisfatto che la Chiesa prenda una dura posizione contro questo relativismo etico che abbiamo importato con “soddisfazione” dall’Europa. Mi piacerebbe tanto sapere il motivo per cui l’Italia deve sempre adeguarsi e conformarsi (quasi sempre nelle cose peggiori) agli altri paesi. Quando acquisterà sicurezza delle proprie forze e idee e cercherà di diventare modello per gli altri. La storia e in particolare l’ultima guerra mondiale non ci ha proprio insegnato niente,  e ancora oggi cerchiamo sempre di importare modelli esteri che spesso risultano fallimentari.

La sinistra radicale parla di “ingerenza” della Chiesa ed in particolare del nostro caro Cardinale Ruini, cosi duramente e ingiustamente attaccato. La cosa però che mi lascia perplesso e in alcuni casi addirittura scandalizzato, è il “silenzio-assenso” di una parte della destra che ha paura di prendere posizione, o come sarebbe legittimo fare, difendere la libertà di espressione della Chiesa, che in quanto guida della maggior parte degli italiani, deve avere il diritto di parlare e dire la sua su argomenti che non sono di natura politica ma profondamente etici e che quindi interessano il cuore delle persone. Non è forse bastato il referendum sulla procreazione assistita a far vedere al mondo politico che ancora oggi, in molti casi, su problemi etici ciò che pensa la Chiesa e ciò che pensa il popolo Italiano? Nonostante  il ministro della famiglia Rosy Bindi afferma di “amare la Chiesa che si occupa delle cose di Dio” nascondendo in questa affermazione la voglia di imbavagliarla, dobbiamo “lottare” affinché la Libertà di espressione non sia propria soltanto di certa gente ma di tutti.

Sogno un’Italia più libera, un’Italia “trainante” e non “trainata”.

Confido molto in  noi Siciliani, che con il nostro temperamento, con i nostri valori e ideali ancora oggi vivi e fecondi, possiamo risultare determinanti nell’affermare concetti che oggi sembrano ormai superati.