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Claudia Koll ai giovani:
cercare Dio per trovare l'amore
di Salvatore Scolozzi/ 02/05/2007
www.korazym.org
POMPEI (NA) - La Divina Misericordia, la devozione per la Madonna di
Pompei, la conversione, i giovani e il mondo di oggi. Claudia Koll è
serena, vuole testimoniarlo ai giovani del meeting e anche a
Korazym.org. “Bisogna cercare la libertà nella verità”, dice. E ai
giovani lontani dalla Chiesa, l’invito a seguire Cristo: “Vogliate
un’altra gamba per camminare, per incontrare l’amore e il Signore,
amare in maniera disinteressata e fare piccoli gesti d’amore
gratuiti, non aspettandovi niente in cambio”. I giovani di Pompei si
incontrano per riflettere su un ideale e una prospettiva comune.
Qual è il messaggio di Claudia Koll?
“Il messaggio che porto è
quello della fiducia in Dio. Un Dio che è amore, che è infinitamente
buono, dolcissimo. La vita acquista un senso diverso se lo si incontra.
Quindi bisogna fare di tutto per conoscerlo. Se si conosce Gesù, lo si
ama con forza e più lo si ama più lui si fa conoscere”.
Tutti i giovani vivono in una
società non sempre ospitale, piena di insidie. Molte volte però le
difficoltà formano e aiutano ad arrivare a Dio...
“Santa Faustina Kowalska, che
ha ricevuto le rivelazioni da Gesù sulla Divina Misericordia, diceva che
la sofferenza è una grazia. In effetti questo è successo anche a me. Io
sono ritornata a Dio quando ero nella difficoltà. In quei momenti,
cadono un po’ le nostre sicurezze, la nostra onnipotenza, si comprende
che si è infinitamente deboli e desiderosi di colui che ci ha creati”.
Siamo a Pompei, città mariana per eccellenza. Conosciamo il suo grande
legame alla Madonna del Rosario… “Quando sono nata mia mamma è stata
molto male e i medici non le avevano dato molte speranze. In questo
momento di sconforto ha deciso di affidarmi alla Madonna. La mia
famiglia era molto devota alla Madonna del Rosario e io fui affidata
proprio alla Vergine di Pompei. Al Battesimo, mi fu dato il secondo nome
di Maria Rosaria, in segno di riconoscenza. So che la Madonna mi è stata
vicina fin dall’inizio e ha fatto in modo che io tornassi a Dio con
tutto il cuore. Sicuramente è stata fondamentale la testimonianza di una
nonna con la quale sono cresciuta, che credeva e aveva una grande
devozione al rosario e alla Madonna di Pompei”. Un esempio importante... “È questa la grande
testimonianza che offre una persona di famiglia che prega, che si
rivolge al Signore con semplicità. Tutto ciò ha gettato il seme nella
mia vita che, al momento opportuno, ha portato il suo frutto. Da piccola
sono stata affidata a persone molto adulte, ho avuto grandi problemi in
famiglia. La Madonna è sempre stato un punto di riferimento per me, una
mamma ideale. Un giorno, tornata da scuola, dopo aver visto un film
della Madonna di Fatima, Le ho chiesto di andare in cielo, perché non
volevo vivere, volevo stare con lei. La Madonna non ha ascoltato, il
Signore non mi ha preso con sé in cielo quando ero bambina, ma ha
permesso che io mi allontanassi e mi perdessi. Dopodiché sono ritornata
a lui con tutto il cuore”.
Nel tempo, ci sono stati
altri segnali importanti?

“In tutti questi anni in cui
non ho frequentato la Chiesa, ho mantenuto una nostalgia di Maria,
soprattutto di quello che è: purezza, bellezza, armonia, pace, dolcezza,
maternità. È l’emblema di colei che ama incondizionatamente. Un giorno,
quando ancora ero lontana, chiesi ad un sacerdote una foto della
Madonna, perché mi mancava. Era un po’ questo filo rosso che mi legava a
Lei, e il sacerdote mi portò un quadro della Madonna del Rosario.
Inizialmente, proprio perché ero nel peccato e nelle tenebre, non capii
che era una risposta del Signore e della Madonna stessa. Lo presi
semplicemente con me ed oggi è ancora con me, a casa mia. Fu un sollievo
averlo in camerino prima di andare in scena. Quando poi si è nella fede
si cominciano a capire tutti i segnali di Dio in ogni piccola cosa, in
ogni incontro, in ogni avvenimento della giornata. Il Signore non ci fa
più sentire soli quando ci dona la fede”.
La solitudine - una
condizione percepita da tanti, soprattutto dai giovani - spesso va a
sfociare nella voglia di cercare altro, qualcosa di più…
“Questo è insito nel cuore
dell’uomo. Anche nella Genesi l’uomo creato non era soddisfatto e aveva
bisogno di una compagna a fianco, e quindi il Signore gliel’ha data.
Credo che questo grido sia proprio nel cuore dell’uomo. Giovanni Paolo
II diceva che quando i giovani cercano l’amore cercano Gesù Cristo. Io
ho fatto esperienza di questo. Desideravo tanto l’amore, l’ho cercato
per strade sbagliate, consumandolo: non riuscivo ad essere appagata da
quello che incontravo. Oggi che ho incontrato Dio, è cresciuto in me un
senso profondo di pace, un amore diverso, che mi appaga, che mi fa
riposare, che mi svuota e poi mi riempie, per poi donarmi agli altri.
Questo, poi, è il grido di Dio: ‘amatevi gli uni gli altri come io vi ho
amato’”.
La sua è una splendida
esperienza di conversione legata alla Divina Misericordia. Cosa direbbe
ai tanti giovani che non sono presenti al meeting di Pompei, perché
distanti dalla Chiesa o per presa di posizione? “Di cercare sempre la
libertà nella verità. La libertà fine a sé stessa non basta, perché si
rimane chiusi nel proprio egoismo, si soffre ad appagare i propri
bisogni per dare gioia agli altri, per amarli e per donarci a loro.
Bisogna cercare la verità, perché il Signore non sopporta la menzogna.
Cominciate a fare una scelta profonda, a dire che non accettate questo
mondo fatto di compromessi, di ipocrisie, dove nessuno si mostra
veramente com’è. Dite che avete voglia di essere veri e sinceri.
Vogliate un’altra gamba per camminare e per incontrare l’amore e il
Signore, per amare in maniera disinteressata e fare piccoli gesti
d’amore gratuiti, non aspettandovi niente in cambio. Piccoli gesti e
piccoli fiori da presentare a Dio e poi il Signore si mostrerà, perché
il Signore vuole farsi conoscere da tutti perché vuole essere amato da
tutti”. |