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SAPERE PER COMPRENDERE L'ISLAM...

 

MUSULMANI PREPOTENTI ED INAFFIDABILI, PAROLA DI VESCOVO

Mons. Cesare Mazzolari i musulmani li conosce bene. In Sudan dal 1981, vescovo di Rumbck dal 1990, mons. Mazzolari non lesina le parole. Ecco alcuni brani di un'intervista concessa qualche settimana fa a il Giornale:

"Io non posso convertire un musulmano. Avvicinare un islamico significherebbe condannarlo a morte. Chi si converte è costretto a fuggire. Ma prima o poi viene raggiunto e punito.

Viene marchiato a fuoco, timbrato su un fianco come le mucche. (...)

"Patisco il terrorismo islamico anch'io. (...) I sudanesi vivono un 11 settembre quotidiano. (...) Le tremila vittime delle Torri Gemelle le vedo ogni giorno. (...)

"Nello scontro di civiltà siamo solo agli inizi. La Chiesa ha abbattuto il comunismo, ma sta appena percependo la sfida dell'islamismo, che è ben peggiore.

"Saranno i musulmani a convertire noi, non il contrario. Ovunque s'insediano, prima o poi diventano una forza politica egemone. Gli italiani intendono l'accoglienza da bonaccioni. Presto si accorgeranno che i musulmani hanno abusato di questa bontà. (...) Sono molto più furbi di noi.

A me buttano giù le scuole e voi gli spalancate le porte delle chiese. (...)

"Se può ingannarti, un musulmano lo fa con tutto il cuore. Si vanta della sua capacità di imbrogliarti, dargli del bugiardo è fargli un complimento. (...) I musulmani ti incutono paura, ti tengono in uno stato permanente di insicurezza".

 

ARABIA SAUDITA: CRISTIANI PERSEGUITATI

In Arabia saudita, secondo un recente studio del Dipartimento di stato USA, "la libertà religiosa non esiste, non è riconosciuta o protetta dalle leggi del paese. I non musulmani rischiano arresti, imprigionamenti, fustigazioni deportazioni e talvolta la tortura".

Particolarmente duro è il comportamento della Muttawa, la polizia religiosa, incaricata di vegliare sulla "purezza" dell'islam. Numerosi sono i casi di prigioni, torture e minacce di morte ai danni di cristiani.

Mentre a casa l'Arabia Saudita impone una draconiana persecuzione religiosa, in Europa è diventata la principale finanziatrice di moschee e di centri islamici.

 

L’ISLAM HA SOSTITUITO LA MINACCIA DEL COMUNISMO

"Le correnti musulmane più radicali hanno sostituito la minaccia del comunismo e mi sorprende che in Occidente non se ne discuta abbastanza. L'uso della forza non è di per sé sbagliato, ma dev'essere accompagnato dalla conoscenza".

Ecco quanto afferma l'antropologo Rene Girard, professore della Stanford University. Secondo lui, "fino a 15 anni fa il timore principiale per la sicurezza mondiale veniva dalla minaccia nucleare, ma le probabilità che le superpotenze utilizzassero i loro arsenali erano minime.

Ora invece sappiamo che i terroristi (musulmani) possono ottenere ordigni atomici e che non esiteranno ad usarli”

 

PAKISTAN: MASSACRATI PERCHE’ CRISTIANI

Arrestato, torturato e infine ucciso dalla violenza di un gruppo di fondamentalisti islamici.

E' accaduto in Pakistan a un giovane cattolico di 26 anni, Nasir Masìh. L'episodio è l'ennesimo caso di violenza ai danni di cristiani.

"L'omicidio ha una motivazione religiosa", ha spiegato Peter Jacob, responsabile della Commissione Giustizia e Pace della Conferenza episcopale del Pakistan. La sua morte è la prova della crescita della violenza fondamentalista contro i cristiani, sostenuta dalla legge sulla blasfemia. L'omicidio di Nasir segue quelli di altri due giovani arrestati con l'accusa di blasfemia e massacrati dagli islamici.

In un'altro caso, Javcd Anjum, 19 anni, è morto a Faisalabad con 26 ferite su tutto il corpo inflittegli da un insegnante e da alcuni studenti di una scuola islamica che volevano convertirlo all'islam.

Figuriamoci cosa succederebbe se episodi del genere si verificassero in Italia, ma a parti invertite       

 

SCARSA FREQUENZA A L’ORA DI RELIGIONE

E mentre i musulmani così si espandono, sempre più numerosi e consapevoli, i cattolici si sciolgono come neve al sole. Ne è una prova il fallimento dell'ora di religione nelle scuole.

Ecco i numeri per Milano: nell'anno scolastico 2003-2004, non frequenta l'ora di religione il 47,46 per cento degli studenti delle magistrali, il 46,93 dei liceali, il 53,60 degli iscritti agli istituti tecnici, il 61,12 degli studenti delle scuole professionali.

Ma il problema non è solo milanese. "È una crisi comune a tutte le grandi città del nord", spiega monsignor Luigi Manganini, della Curia ambrosiana.

E adesso comincia a dilagare anche nel Centro e perfino nel Meridione.

A questo punto s'impone una domanda angosciosa: se questo trend continua, cosa resterà della Fede cattolica in Italia fra due o tre generazioni?