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Scheda tecnica Autore: Leoluca Pasqua Casa editrice: Città Nuova, Roma Anno: 2007 pp.-152 Prezzo: Euro 10,50 |
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Chi è l’autore?
Leoluca Pasqua è nato a Corleone (Palermo) il 3-11-1967. Laureato in Conservazione dei Beni Culturali presso l’Università di Udine, ha conseguito il Baccalaureato in Sacra Teologia presso la Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia “San Giovanni Evangelista” di Palermo. Sacerdote dell’Arcidiocesi di Palermo, ha svolto il ministero di esorcista ed è attualmente vicerettore del Seminario Arcivescovile. Da qualche anno svolge una preziosa opera di formazione e di informazione su tematiche riguardanti la magia, lo Spiritismo ed il mondo dell’occulto per illustrarne i pericoli e le conseguenze.
Dalla prefazione del prof. Giuseppe Savagnone (…) È probabilmente il fallimento delle aspettative maturate in una società sempre più prospera e consumista a spiegare il fatto, rilevato dall’autore, che la magia non si presenta più oggi come un fenomeno residuale, sopravvissuto in qualche arcaico ambiente meridionale, specialmente nelle campagne, ma ha la sua maggiore diffusione al nord e coinvolge tutte le fasce sociali, utilizzando le più sofisticate strategie comunicative e pubblicitarie. Al fondo, certamente, c’è il «desiderio dell’uomo di essere onnipotente», di darsi da sé la salvezza di cui si diceva. Perciò, nota don Pasqua, non c’è una magia “buona” – la cosiddetta “magia bianca” – e una “cattiva” (quella “nera”): siamo sempre in presenza di un tentativo di dominare e strumentalizzare Dio, invece di accogliere la sua signoria. E non bisogna dimenticare che esistono veramente maghi che hanno i loro poteri grazie a un patto col Maligno. Ma nel testo ci si sforza di riconoscere che ci sono, al fondo del fenomeno della magia, delle esigenze reali, purtroppo esaudite dal mago in modo distorto: quella di essere ascoltati da qualcuno, quella di affidarsi, cercando di sfuggire alle proprie paure, quella di fare un’esperienza dell’invisibile. Questo cercare la cosa giusta nella direzione sbagliata, purtroppo, provoca effetti devastanti, sia nella vita del mago che in quella di coloro che si affidano a lui. (…) l’autore non si è limitato a leggere ciò che altri avevano scritto: gli aneddoti, le esperienze vissute in prima persona, i casi concreti, si alternano felicemente alle analisi scientifiche e danno loro una evidenza che le pure teorie non possono avere. Questa concretezza diventa ancora più percepibile nella seconda parte del libro, dove viene si affronta affronta il delicato tema dell’approccio magico che molti hanno nei confronti della stessa fede cristiana. C’è quella che l’autore definisce una «intrusione magica» nel mondo delle verità, dei simboli, dei rituali, che la Chiesa propone ai fedeli nella sua pastorale ordinaria e che talora vengono utilizzati in modo distorto, in una gamma di varianti che va dalla devozione rivolta ai santi senza alcun riferimento a Dio, fino alla profanazione sacrilega, nelle messe nere, dell’ostia consacrata. Tra questi due estremi si situa tutta una serie di usi e abusi riguardanti la croce, l’olio, il sale, le candele, l’incenso, le benedizioni, gli esorcismi, i sacramenti, di cui l’autore fa una descrizione minuziosa e molto efficace. Come rispondere alla magia? La soluzione proposta da don Pasqua non si limita alla denunzia – pur necessaria – delle aberrazioni contenute in essa, ma implica una forte carica costruttiva, che ha il suo immediato riflesso nella pastorale: «Se il ricorso alle pratiche magiche rivela il profondo vuoto esistenziale della nostra società, c’è bisogno che questo vuoto venga colmato da un annuncio serio e gioioso del Vangelo di Cristo nostra speranza». Si tratta di riscoprire la potenza della Parola di Dio nella vita delle persone, l’efficacia della preghiera, purché espressa in un atteggiamento di abbandono fiducioso, il valore positivo dei limiti, delle difficoltà, della sofferenza nella nostra esistenza quotidiana. Non solo: si tratta di scoprire che non ci si salva da soli, ma insieme agli altri. Il vero miracolo, insomma, in questo mondo odierno, non lo può fare il mago, ma l’amore…
Nota dell’autore Questo lavoro non vuole essere una storia della magia, ne avere la pretesa di dire tutto su un argomento tanto vasto sul quale esiste una enorme letteratura, ma è semplicemente il frutto di un ministero di ascolto e di accompagnamento svolto a favore di quanti, avendo avuto un contatto più o meno prolungato con il mondo illusorio della magia, hanno deciso di lasciarsi aiutare ad uscire dalla trappola. Protagonisti di questi incontri non sono solo i clienti, ma anche alcuni operatori dell’occulto che avendo intuito la pericolosità della realtà magica hanno iniziato un percorso di liberazione dai legami occulti e un cammino di conversione che li ha condotti a una vera e propria rinascita spirituale. L’obiettivo di questo libro, dunque, è quello di rendere un servizio alla Verità, mettendo in luce quale è l’inganno della magia con tutti i suoi giochi perversi e come liberarsi dalla mentalità magica che spesso determina il sorgere delle deviazioni superstiziose. Il tutto viene condotto attraverso un rimando continuo alla Parola di Dio e al Magistero della Chiesa. Lo stile adottato è volutamente semplice e discorsivo perchè un tema tanto complesso e importante possa essere accessibile a tutti, per questo sono state inserite alcune testimonianze di vita come esempi concreti del cammino di liberazione di tanti fratelli e sorelle ingannati dalla magia. Nella prima parte entreremo nel misterioso mondo della magia per coglierne i tratti essenziali, per capire alcune dinamiche che regolano il suo funzionamento; tenteremo di analizzare da vicino la misteriosa figura del mago, la sua psicologia con tutti gli stratagemmi adoperati da esso per ingannare la gente, nonché le motivazioni principali che spingono tanti a recarsi dai maghi; un breve exursus biblico, infine, farà emergere l’incompatibilità tra la fede in Dio e la magia. Nella seconda parte soffermeremo l’attenzione sulla tentazione del magismo che spesso, in maniera sottile, si introduce nell’esperienza religiosa dando vita a quella “fede magica” già condannata da Gesù e che è alla base di concezioni superstiziose considerate dalla Chiesa deviazioni dal vero culto a Dio. Pertanto analizzeremo, attraverso alcuni esempi concreti, quando e come si verifica la contaminazione magica e la manipolazione del significato religioso di un oggetto, di un gesto, di un elemento o di un rito. Il tutto sarà concluso da una breve chiarificazione degli elementi essenziali che definiscono l’esperienza religiosa rispetto a quella magica e dalla proposta di un itinerario di fede per combattere il pericolo dell’intrusione del magismo.
Dalla seconda parte del libro: “La fede magica” Il problema della contaminazione della fede religiosa con elementi magici e superstiziosi oggi è più presente che mai e rientra tra i limiti della natura umana resa sempre più fragile dalle suggestioni del Maligno che tenta sempre di seminare zizzania nel campo di Dio che è la nostra stessa vita dono del suo amore. Capita frequentemente di incontrare persone che raccontano di avere avuto contatti più o meno occasionali con il mondo dell’occulto. Per molti è un fatto pacifico, quasi naturale, andare a messa la domenica, frequentare le attività parrocchiali o di qualche gruppo e poi recarsi anche da qualche mago per un qualsiasi consiglio, dal cartomante per una previsione del futuro, dal chiromante per la lettura della mano, o dal pranoterapista-guaritore per risolvere i problemi di salute. Tutto ciò non è considerato peccato, perchè in molti c’è la convinzione che la persona contattata abbia una sua vita di fede che in qualche modo dà garanzia e credibilità al suo lavoro. Tale mentalità magica traspare anche dall’uso di una particolare terminologia che fa parte del vocabolario magico-superstizioso e che tradisce il retroterra culturale della persona con i suoi interessi e le sue frequentazioni. Espressioni quali “mi sento carico di energie negative”, “a casa mia tutto va male penso che ci siano delle negatività” o ancora “quella persona è positiva, mi trasmette una energia vitale”, confermano come la persona ha assunto, anche inconsapevolmente, una terminologia sincretista dove lo Spirito Santo viene confuso con “l’energia vitale o spirituale indefinita” di chiara derivazione New age; gli angeli diventano quei compagni di viaggio con cui dialogare che si fanno vivi tutte le volte che si chiamano in aiuto e certamente non si tratta dei potenti esecutori dei comandi divini come ci insegna la Sacra Scrittura, ma hanno una loro autonomia e una loro personale potenza. Lo stesso discorso vale per i santi anche loro considerati nella loro autonomia senza nessun riferimento a Dio, vengono “chiamati”, invocati, “evocati”, non perchè intercedano presso il Signore, ma perchè esaudiscano subito i propri desideri e richieste. Se la risposta non è immediata allora si può sempre cambiare santo, tanto prima o poi si troverà quello più potente magari con l’ausilio, non solo della preghiera, ma anche di qualche rituale e di qualche oggetto che possa attirare la sua benevolenza. Non sono favole o discorsi esagerati, ma sono esperienze concrete che ho personalmente verificato incontrando persone di diverse provenienze e ceti sociali che, per motivi culturali e per la mancanza di una adeguata formazione, si sono costruiti una fede tutta personale basata su concezioni a limite dell’ortodossia mescolate a elementi tipici delle tradizioni popolari spesso intrise di superstizioni. Il risultato: la distorsione della fede e la costruzione di una falsa immagine di Dio, una concezione magica della preghiera e dei Sacramenti, un uso improprio dei segni e degli oggetti sacri, il cui significato viene completamente alterato in quanto viene distrutta quella valenza simbolica che permette di rendere presente Dio, e di accedere a una nuova forma di esistenza che supera quella fisica e terrena e apre all’ineffabile esperienza del soprannaturale.
Lineamenti dell’esperienza religiosa -Riconoscimento di Dio come unico Signore, onnipotente a cui si deve lode e adorazione. -Atteggiamento di obbedienza alla sua volontà anche quando questa risulta incomprensibile. -La preghiera come esperienza di dialogo, come risposta ad una chiamata di amore che ci precede. -Progressiva illuminazione sul mistero di Dio attraverso la sua Parola e la vita sacramentale che genera fiducia, apre alla speranza, ci dispone alla carità. -Rispetto della dignità della persona, della sua libertà che fa appello alla razionalità e non al sentimento. -La ritualità come momento privilegiato dove Dio comunica la sua grazia e la sua salvezza. -Funzione sociale, aggregativa, comunionale, dove si esprime al meglio la dimensione della convocazione come iniziativa di Dio e come manifestazione del suo amore
Lineamenti dell’esperienza magica -Atteggiamento di autosufficienza, basato sulla fiducia assoluta in se stessi. -Desiderio di costringere la potenza divina ad agire secondo le proprie richieste per ottenere ciò che si desidera. -La preghiera perde il suo carattere dialogico e diventa una modalità di comunicazione fine a se stessa, viene deformata e strumentalizzata per raggiungere determinati scopi. -La ritualità consiste solo in un insieme di gesti e parole che hanno in se il potere di trasformare la realtà per acquistare la salvezza prescindendo da Dio. -I riti con tutti i suoi procedimenti più sono oscuri, incomprensibili, e irrazionali più contribuiscono a creare quell’alone di mistero che rende la magia un’attività moralmente negativa che genera angoscia e paura. -Carattere asociale, che attraverso un’accentuazione dell’individualismo contribuisce a creare isolamento e disgregazione,
INDICE - Prefazione - Nota dell’autore
- PRIMA PARTE -
1. Introduzione
2. Per una definizione della magia Che cosa è la magia Da cosa nasce Le sue forme e i suoi obiettivi
3. La magia come rituale
4. Il mago: tra vocazione e iniziazione
5. Le sue strategie L’arte dell’ascolto L’arma dell’eloquenza e la strumentalizzazione del sacro La falsa religiosità La maschera del medico L’arma della paura e della dipendenza psicologica.
6. La regia diabolica
7. I motivi che spingono a recarsi dai maghi e le conseguenze
8. La condanna nella Bibbia
- SECONDA PARTE -
1. La fede magica
2. Rito, segno e simbolo
3. L’intrusione magica: contaminazione e manipolazione La croce L’olio Il sale Le candele L’incenso Le benedizioni Gli esorcismi. I Sacramenti
4. Differenziazione essenziale Lineamenti essenziali dell’esperienza religiosa Lineamenti essenziali dell’esperienza magica
5. Per combattere la tentazione del magismo
- Bibliografia - Indice
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Sacchetti contenenti oggetti "fatturati" con rituali magici, per convincere i malcapitati clienti, che attraverso questi è possibile ottenere forza e protezione contro il male. Questo diabolico inganno è un deleterio meccanismo, che innesca una pericolosa dipendenza da colui che si professa amico ma che in realtà e subdolamente approfitta del bisogno di aiuto di coloro che si rivolgono a lui, con l'errata convinzione di risolvere ogni tribolazione spirituale e materiale che li affligge. © Copyright VIETATA LA RIPRODUZIONE DELLE IMMAGINI DIRITTI RISERVATI
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