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ELUANA ENGLARO una Vita scomoda...
GIURAMENTO DI IPPOCRATE - Testo "classico" Giuro per Apollo medico e per Asclepio e per Igea e per Panacea e per tutti gli Dei e le Dee, chiamandoli a testimoni che adempirò secondo le mie forze e il mio giudizio questo giuramento e questo patto scritto. Terrò chi mi ha insegnato quest' arte in conto di genitore e dividerò con Lui i miei beni, e se avrà bisogno lo metterò a parte dei miei averi in cambio del debito contratto con Lui, e considerò i suoi figli come fratelli, e insegnerò loro quest'arte se vorranno apprenderla, senza richiedere compensi né patti scritti. Metterò a parte dei precetti e degli insegnamenti orali e di tutto ciò che ho appreso i miei figli del mio maestro e i discepoli che avranno sottoscritto il patto e prestato il giuramento medico e nessun altro. Sceglierò il regime per il bene dei malati secondo le mie forze e il mio giudizio, e mi asterrò dal recar danno e offesa. Non somministrerò a nessuno, neppure se richiesto, alcun farmaco mortale, e non prenderò mai un' iniziativa del genere; e neppure fornirò mai a una donna un mezzo per procurare l'aborto. Conserverò pia e pura la mia vita e la mia arte. Non opererò neppure chi soffre di mal della pietra, ma cederò il posto a chi è esperto di questa pratica. In tutte le case che visiterò entrerò per il bene dei malati, astenendomi ad ogni offesa e da ogni danno volontario, e soprattutto da atti sessuali sul corpo delle donne e degli uomini, sia liberi che schiavi. Tutto ciò ch'io vedrò e ascolterò nell'esercizio della mia professione, o anche al di fuori della della professione nei miei contatti con gli uomini, e che non dev'essere riferito ad altri, lo tacerò considerando la cosa segreta. Se adempirò a questo giuramento e non lo tradirò, possa io godere dei frutti della vita e dell' arte, stimato in perpetuo da tutti gli uomini; se lo trasgredirò e spergiurerò, possa toccarmi tutto il contrario.
Non nasce come un fungo la storia di Eluana che ha spezzato l’Italia in due di Diego Torre
Non nasce come un fungo la storia di Eluana che ha spezzato l’Italia in due. E non è certo un caso che il suo viaggio notturno verso Udine, dove erano pronti per “accoglierla”, sia avvenuto proprio quando, nel Vangelo del giorno, Gesù stesso, rivolgendosi alla figlia di Giairo, esortava: “Datele da mangiare”. Non è un fungo perché c’è chi lavora lucidamente da anni alla soppressione della ragazza. L’evento mediatico viene lentamente costruito, imposto all’opinione pubblica ed ottiene un primo importante risultato: la vita (forse) è sacra, ma con tanti se e tanti ma. Ognuno ci mette i suoi, ma il muro è incrinato: nell’immaginario pubblico diventa almeno discutibile che qualcuno possa togliere il nutrimento ad un altro se viene meno la …qualità della vita. Attenzione: malati come Eluana in Italia ce ne sono altri 3800; molti decisamente peggiori.
Gli obbiettivi da raggiungere sono i seguenti: 1) non è più oggettivo il bene dell’azione medica (ma il giuramento di Ippocrate nel IV secolo a.c. dice già il contrario); è bene ciò che il malato ritiene bene; è il relativismo applicato alla medicina e alla vita. 2) se il malato non può esprimersi la sua volontà può essere “desumibile”; e questo è già sufficiente. 3) il “testamento biologico” potrebbe essere lo strumento adatto per certificare la volontà (al momento della trascrizione) del soggetto; e questo è già più che sufficiente. 4)l’astensione da cure o alimentazione (considerate subdolamente sullo stesso piano) non è omicidio. 5) esistono condizioni mediche irreversibili (l’esperienza e la scienza medica dicono che non vi sono certezze assolute). 6) non coscienza (per chi osserva dall’esterno)= non essenza = non dignità. 7) siamo di fatto alla legalizzazione dell’eutanasia; ma quello di Eluana è ancor più: è un omicidio; dov’è la sofferenza? Dov’è la dipendenza da farmaci o da macchine? Dov’è l’imminenza della morte? Se il caso Eluana sarà stata “un’esagerazione”, l’eutanasia sarà una “norma equilibrata”! Ma se Eluana è incosciente, e quindi non soffre, perché eliminarla? E perchè sedarla mentre viene torturata con la fame e con la sete? Perchè la sua esistenza è uno scandalo per la nostra società! Essa ci ricorda che il dolore è intimamente connesso con la vita. Nasciamo piangendo (e ci sculacciano se non piangiamo, perché il pianto è condizione di vita) e moriamo piangendo. Ma tale verità va rimossa dalla coscienza collettiva perchè ci richiama alla vita ultraterrena e dà il vero senso a quella terrena. “La vita è fatta solo per godere”: gridano i baccanti e gli imbecilli di tutti i tempi. E nonostante la natura dimostri loro il contrario, non vogliono sentire parlare di dolore liberamente sopportato, di pietas, di amore fino al sacrificio; di tutto ciò insomma che li riporta ad un Dio che ha abbandonato il cielo per abbracciare la morte di croce. Sì! La croce rimane scandalo e stoltezza e bisogna allora uccidere l’uomo moderno prima che la natura gli ricordi che su questa terra ci siamo solo di passaggio. Bisogna introdurre l’eutanasia per legge affinché si eviti il confronto con il dolore e la morte. E poiché la morte è inevitabile, anticipiamola in modo che non ci sia il dolore. E non potendo uccidere il dolore…uccidiamo l’addolorato. E’ una logica che è già affermata attraverso l’apologia del “diritto” di aborto. I poteri forti della finanza e della cultura vogliono solo cittadini consumisti ed edonisti. Non a caso i sacerdoti della cultura della morte sono le solite forze politico-culturali-massmediatiche; e non ci vuole una grande fantasia per intravedere dietro tutto questo il compiaciuto ghigno del nemico dell’uomo, che riceve sacrifici umani.
L’appello di suor Albina «Guardatela, vi accorgerete che vive» di Paolo Lambruschi
«Ascoltate il battito del cuore di Eluana, osservate il suo respiro, accarezzatela. Vi accorgerete che è viva, che è una persona viva. Non un caso clinico». L’ultimo appello per Eluana Suor Albina Corti lo indirizza ai sanitari della casa di riposo «La Quiete» di Udine, dove la giovane donna è stata ricoverata dopo che il padre l’ha prelevata dalla casa di cura «Beato Talamoni» di Lecco. Una replica indiretta ad Amato De Monte, il medico che ha viaggiato verso Udine in ambulanza insieme alla giovane per poche ore, ma evidentemente sufficienti per fargli dichiarare che Eluana Englaro è morta 17 anni fa, nella notte del terribile incidente stradale che le procurò gravi lesioni cerebrali.
In un colloquio difficile e commovente, la direttrice
della struttura lecchese rompe a fatica e per l’ultima volta la consegna
del silenzio in un pomeriggio piovoso e triste. Lo fa per amore della
donna in stato vegetativo che è stata curata con amore dalle suore
Misericordine per 15 anni. Lo fa per raccontare la sofferenza e il
dolore che stanno provando in queste ore tutti i collaboratori della
struttura, dai medici al personale infermieristico. Lo fa per ribadire
che Eluana è viva. Al secondo piano della clinica, nella stanza dove la
donna è stata ricoverata nell’aprile 1994, Suor Rosangela, che l’ha
assistita quotidianamente, sta riordinando gli ultimi effetti di Eluana.
Le foto non ci sono più. Non vuole parlare con noi, non l’ha mai fatto. Suor Albina, cosa ricorda di quei drammatici 30 minuti in cui Eluana è stata prelevata? Ci siamo sentite addolorate e impotenti. L’abbiamo vista partire per andare verso il patibolo, come abbiamo detto a luglio. Ma anche se eravamo preparate al peggio, non ci aspettavamo che avvenisse così all’improvviso, pensavamo che il momento fosse più in là, più lontano nel tempo. Beppino Englaro è arrivato senza preavviso in una notte tetra di pioggia con l’ambulanza. Questo ha reso il distacco ancora più brutto e triste. Sono rimasta giù a lungo davanti all’uscita a fissare il vuoto quando è partita. Avete parlato per l’ultima volta con il padre in quelle ore convulse? No, è stato tutto freddo. Ci ha consegnato il decreto per far dimettere Eluana. A questo punto era inutile aggiungere altro. Ripeto, non lo giudichiamo. Con lui il rapporto in questi anni è stato corretto, anche se le nostre opinioni sono opposte alle sue. Cosa avete detto ad Eluana? Il suo medico curante l’ha accarezzata e le ha detto di non avere paura, che l’avrebbero portata in una stanza più grande, in un posto più bello. Penso che abbia capito. E lei, come l’ha congedata? L’ho salutata nel modo più naturale, con un bacio. Non ho potuto dirle altro, era troppo forte il mio dolore. Le parole che non le ho detto quella notte voglio esprimerle ora e spero gliele riferiscano: “Eluana, non avere paura di quello che ti succederà. Noi ti siamo vicini e soprattutto ti è vicino un Padre che ti accoglierà nelle sue braccia e un giorno ci ritroveremo a condividere la grande gioia di stare insieme”. Vuol dire qualcosa al personale sanitario che la sta assistendo in Friuli in attesa del distacco del sondino per l’alimentazione? Vogliamo inviare un appello ai nuovi operatori: accarezzate Eluana, osservate il suo respiro e ascoltate il battito del suo cuore. Sono i tre elementi che vi porteranno ad amarla, perché lei non è un caso, ma una persona viva. E a Beppino Englaro? Ripeto ancora una volta che, qualora cambiasse idea, nella nostra clinica c’è sempre posto per sua figlia. Lasci vivere Eluana e la lasci a noi. Non è ancora troppo tardi. Cosa farete ora? È l’ultima volta che parliamo di questa vicenda. Accogliamo l’appello al silenzio e alla preghiera del Cardinale Tettamanzi. Ma non smetteremo di pregare perché le menti si illuminino ed Eluana possa vivere.
L'ulteriore atto di violenza contro Eluana e contro ogni cittadino libero è stato pepetrato. La vita appartiene all'individuo, ogni altro atto arrogante e prepotente che espropria l'individuo del diritto di viverla, nel rispetto degli altri, come crede e togliersela quando vuole è un atto vigliacco e balordo, tipico di chi si sente migliore degli altri. Coraggio Beppino Coloro che ti fanno soffrire oggi, domani soffriranno nel loro aldilà.
Ma non vi vergognate!? questa poveretta è morta da 17 anni fa e voi lo sapete! mi vergogno per voi!
ROMA - La redazione di Tgcom ha ricevuto questa lettera da Pietro Crisafulli (fratello di Salvatore che nel 2005 si risvegliò dopo due anni di stato vegetativo nel quale era caduto dopo un grave incidente stradale) e ha deciso di pubblicarla integralmente:
"Le bugie del padre Beppino"
In questi giorni di passione e sofferenza, nei quali stiamo seguendo con trepidazione il "viaggio della morte" di Eluana Englaro, non posso restare in silenzio di fronte a un evento così drammatico. Era il maggio del 2005 quando per la prima volta ho conosciuto Beppino Englaro. Eravamo entrambi invitati alla trasmissione "Porta a Porta". Da quel giorno siamo rimasti in contatto ed amici, ci siamo scambiati anche i numeri di telefono, per sentirci, parlare, condividere opinioni. Nel marzo del 2006 andai in Lombardia, a casa di Englaro, in compagnia di un conoscente (la foto in alto a destra lo testimonia, ndr). Dopo l'appello a Welby da parte di Salvatore, Beppino capì che noi eravamo per la vita. Da quel momento le strade si divisero. All'epoca anch'io ero favorevole all'eutanasia. Facemmo anche diverse foto insieme, e visitai la città di Lecco. Nella circostanza Beppino Englaro mi fece diverse confidenze, tra le quali che i rappresentanti nazionali del Partito Radicali erano suoi amici. Ma soprattutto, mentre eravamo a cena in un ristorante, in una piazza di Lecco, ammise una triste e drammatica verità. Beppino Englaro si confidò a tal punto da confessarmi, in presenza di altre persone, che 'non era vero niente che sua figlia avrebbe detto che, nel caso si fosse ridotta un vegetale, avrebbe voluto morire'. In effetti, Beppino, nella sua lunga confessione mi disse che alla fine, si era inventato tutto perché non ce la faceva più a vederla ridotta in quelle condizioni. Che non era più in grado di sopportare la sofferenza e che in tutti questi anni non aveva mai visto miglioramenti. Entro' anche nel dettaglio spiegandomi che i danni celebrali erano gravissimi e che l'unica soluzione ERA FARLA MORIRE e che proprio per il suo caso, voleva combattere fino in fondo in modo che fosse fatta una legge, proprio inerente al testamento biologico. In quella circostanza anch'io ero favorevole all'eutanasia e gli risposi che l'unica soluzione poteva essere quella di portarla all'estero per farla morire, in Italia era impossibile in quanto avevamo il Vaticano che si opponeva fermamente. Ma lui sembrava deciso, ostinato e insisteva per arrivare alla soluzione del testamento biologico, perché era convinto che con l'aiuto del partito dei Radicali ce l'avrebbe fatta. (...) Questa è pura verita'. Tutta la verita'. Sono fatti reali che ho tenuto nascosto tutti questi anni nei quali comunque io e i miei familiari, vivendo giorno dopo giorno accanto a Salvatore, abbiamo fatto un percorso interiore e spirituale. Anni in cui abbiamo perso la voce a combattere, insieme a Salvatore, a cercare di dare una speranza a chi invece vuol vivere, vuol sperare e ha diritto a un'assistenza e cure adeguate. E non ci siamo mai fermati nonostante le immense difficoltà e momenti nei quali si perde tutto, anche le speranze. E non ho mai reso pubbliche queste confidenze, anche perché dopo aver scritto personalmente a Beppino Englaro, a nome di tutta la mia famiglia, per chiedere in ginocchio di non far morire Eluana, di concedere a lei la grazia, fermare questa sua battaglia per la morte, pensavo che si fermasse, pensavo che la sua coscienza gli facesse cambiare idea. Ma invece no. Lui era troppo interessato a quella legge, a quell'epilogo drammatico. La conferma arriva, quando invece di rispondermi Beppino Englaro, rispose il Radicale Marco Cappato, offendendo il Cardinale Barragan, ma in particolare tutta la mia famiglia. Troverete tutto nel sito internet www.salvatorecrisafulli.it Noi tutti siamo senza parole e crediamo che il caso di Eluana Englaro sia l'inizio di un periodo disastroso per chi come noi, ogni giorno, combatte per la vita, per la speranza. Per poter smuovere lo stato positivamente in modo che si attivi concretamente per far vivere l'individuo, non per ucciderlo. Vorrei anche precisare che dopo quegli incontri e totalmente dal Giugno del 2006, fino a oggi, io e Beppino Englaro non ci siamo più sentiti nemmeno per telefono, nonostante ci siamo incontrati varie volte in altri programmi televisivi" Pietro Crisafulli (Preciso che sono in possesso anche di fotografie che attestano i nostri vari incontri) Catania, 04 Febbraio 2009
Eluana Englaro giunta a Udine La Clinica La Quiete "accoglie" la ragazza
L'ambulanza che trasporta Eluana Englaro, partita da Lecco lunedì all'1 e 30, è arrivata alla casa di cura 'La Quiete' di Udine alle 5.54 di martedì mattina. Ad accoglierla lo staff medico che dovrà attuare il protocollo del distacco dell'alimentazione forzata, che tiene in vita la donna in coma vegetativo da 17 anni. Al momento della partenza, fuori dalla clinica lecchese, alcune persone avevano inscenato una protesta. L'ambulanza che ha trasportato Eluana Englaro a Udine è entrata alla casa di assistenza 'La Quiete' per un ingresso secondario. Per evitare l''assalto' delle decine di teleoperatori e reporter che da alcune ore sostavano davanti all'ingresso principale della struttura sanitaria, polizia e carabinieri hanno fatto entrare l'ambulanza da un altro accesso. L'unico mezzo ad entrare nella clinica è stata l'ambulanza: papà Beppino invece, che aveva seguito in macchina da Lecco la figlia, non è giunto a fino a Udine, ma si è fermato a Bergamo. L'uomo dovrebbe raggiungere la clinica nel pomeriggio di oggi o, più probabilmente, nella giornata di domani.
Cosa succede ora?
Il protocollo prevede il prosieguo dell'alimentazione forzata per tre giorni, poi l'avvio della procedura di distacco del sondino attraverso il quale la ragazza viene alimentata. Eluana in queste condizioni potrebbe sopravvivere per circa due settimane.
Appello del vescovo di Udine
Un accorato "appello alla coscienza di tutti" è stato lanciato in serata dal vescovo di Udine, Pietro Brollo, per far continuare a vivere Eluana Englaro. "Faccio appello alla coscienza di tutti - ha scritto Brollo - perche' quanti hanno chiaro di essere al cospetto di una persona vivente non esitino a volerne e ad esigerne la tutela, mentre - ha aggiunto - quanti dubitano ancora abbiano la sapienza e la prudenza di astenersi da qualsiasi decisione irreparabile".
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