ROMA (9 maggio) – «C’è bisogno di una riconciliazione nazionale. Il bipolarismo dei litigi va messo in soffitta – ha detto oggi il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini durante la trasmissione tv “In mezz’ora” con Lucia Annunziata – O c’è una ricostruzione del tessuto nazionale oppure c’è la disgregazione dietro l’angolo. Prima o poi credo che sarà inevitabile un governo di salute pubblica o di responsabilità nazionale. Nessuna maggioranza pro tempore farà mai le riforme strutturali necessarie perché altrimenti perderebbe i voti. Ma senza una fase di pacificazione politica per risolvere i problemi che sono sul tappeto rischiamo di cadere nel baratro».

«L’uomo della provvidenza? Se c’è, bene, altrimenti si va avanti comunque». Casini è tornato a parlare del nuovo partito che dovrebbe nascere a breve, ma sull’eventuale ingresso o meno di Luca Cordero Montezemolo non si sbilancia. «Se l’uomo della provvidenza c’è, meglio – dice – altrimenti si va avanti comunque. Prendo atto che Montezemolo stia continuando a dire che non vuole entrare in politica. Non posso mica costringerlo. E’ chiaro che se un giorno ci ripenserà le porte sono aperte a tutti. Comunque il nuovo partito non sarà né un restyling dell’Udc, né un’adunata di generali senza esercito».

«Con noi si perde? Sbigottito dalle tesi di Veltroni». «E’ una tesi abbastanza singolare: se l’avesse espressa Berlusconi non sarei meravigliato. Che la esprima Veltroni mi lascia sbigottito» ha detto Casini a chi gli chiedeva un commento sull’iniziativa del Pd a Cortona nella quale è stata messa in discussione la linea di Bersani, sottolineando tra l’altro che laddove i centristi sono alleati con i Democratici si perde. «Quando la politica e le polemiche politiche – ha proseguito – finiscono per giustificare anche tesi che sono funzionali a tutti, salvo a chi le pronuncia, francamente penso che si debba rimanere sbigottiti. Un’affermazione così, che fa sempre Silvio Berlusconi, è quello che noi abbiamo contrastato presentandoci in modo autonomo e a volte in alleanza con il centrosinistra. Si vede che Veltroni è d’accordo con Berlusconi. Veltroni ha utilizzato una tesi autolesionista pur di contrastare Bersani. Se il Pd non vuole avere a che fare con noi, non posso che augurargli una “buona opposizione” per i prossimi 30 anni. Credevo che Veltroni avesse fatto il Pd per scaricare Rifondazione comunista, e poi sento dire certe cose… Questa è la morte della politica».

«E’ la Polverini che non rispetta gli accordi». «Noi non abbiamo fatto proprio nulla. E’ la Polverini che non ha rispettato gli accordi, quindi è un problema suo» dice il leader dell’Udc a proposito del fatto che il governatore del Lazio, Renata Polverini, minacci di tornare alle urne se non si risolve il contrasto con i centristi. «Noi abbiamo stipulato dei patti che, come spesso accade, non sono stati rispettati – prosegue Casini – Non è che siamo degli accattoni da tenere buoni con un assessorato o due… Noi avevamo un accordo e chiediamo che questa venga rispettato. Tutto qui».

«Cittadinanza è un diritto di chi nasce in Italia». «Sono sempre stato per un principio chiaro: chi nasce sul territorio nazionale, naturalmente con un percorso che sia di serietà, ha diritto alla nostra cittadinanza – ha detto Casini – Sono convinto che se facciamo polemiche ideologiche su questo punto non andremo da nessuna parte. C’è un’intera generazione di italiani che magari hanno la pelle diversa da noi, ma tifano la nostra Nazionale, sentono l’inno, lo conoscono e lo praticano e hanno un sentimento comune al nostro. Dobbiamo cercare di essere molto concreti e pragmatici, non spingere ai margini queste persone ma integrarle in una missione comune. Se vedo Fini sempre più isolato? Quello che accade nel Pdl è soprattutto un problema loro e lo dico con rispetto sia verso Fini che verso tutti gli altri che fanno battaglie che, come tutte le battaglie politiche oneste e serie, vanno rispettate».

«Intercettazioni, sì al dialogo, accolte molte nostre richieste». Casini fa capire che sul ddl intercettazioni l’Udc, alla fine, potrebbe anche astenersi. «Sono state accolte molte delle nostre richieste – spiega – tanto è vero che non si parla più di “evidenti indizi di colpevolezza”, ma solo di “gravi indizi di reato”. Quindi siamo pronti al dialogo. Si tratta solo di prevedere più garanzie per la libertà di stampa, ma non è più possibile vedere pubblicate sui giornali conversazioni telefoniche tra chiunque, anche tra estranei alle indagini».

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