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Caserta – A due giorni di distanza dall’ennesima débacle casalinga della Casertana, sconfitta per 0-3 al Pinto contro il Monopoli, non si è ancora smorzata l’eco delle parole del presidente Giuseppe D’Agostino, che al termine del match in sala stampa ha affermato con decisione di voler lasciare la Casertana al termine della stagione in corso. Queste le sue parole: “Chiedo scusa ai tifosi e alla città per la brutta figura. Scusa a chi è venuto allo stadio. Le persone che sono qui sono state scelte tutte da me. Per questo manterrò tutte gli impegni fino a fine stagione, ma rassegno le dimissioni”.

Una presa di posizione forte, figlia di una situazione in classifica (7 punti dopo 9 giornate di campionato) ben lontana dalle aspettative: la squadra è stata costruita per puntare a una posizione medio alta in classifica, con l’obiettivo di raggiungere un piazzamento playoff che oggi sembra un’utopia visti anche alcuni errori di valutazione commessi dalla dirigenza. Ma anche qualora la squadra dovesse semplicemente mantenere la categoria e salvarsi questo non potrebbe essere considerato un dramma per una piazza che, purtroppo, poche volte nella sua lunga storia ha calcato palcoscenici migliori di quelli della serie C.

Al netto dei problemi di campo (che abbiamo già analizzato al termine della gara di sabato) l’eventuale addio del presidente (e grande tifoso rossoblù) a partire dalla prossima stagione sarebbe davvero un duro colpo: sappiamo bene quanto in questa città sia difficile trovare persone che investano in maniera seria e non per tornaconti personali sullo sport, e la scelta di D’Agostino, se venisse confermata, vorrebbe dire rinunciare a quelle sicurezze sul futuro che erano state garantite ai tifosi.

Il presidente aveva infatti parlato ad inizio stagione di un progetto sportivo ambizioso con l’obiettivo di raggiungere nel giro di tre stagioni la serie B.

Gli scenari possibili ora sono due: D’Agostino, deluso da una serie di problemi visti in campo (come il poco carattere dimostrato dalla squadra e i risultati pessimi) e fuori dal campo (una campagna abbonamenti sotto le aspettative, la poca affluenza allo stadio e la mancanza di un main sponsor sulle divise nonostante la presenza di diverse grandi aziende sul territorio) potrebbe aver scelto di continuare le sue attività imprenditoriali al di fuori del calcio; o in alternativa il presidente ha rilasciato queste dichiarazioni al fine di spronare i giocatori e tutti gli addetti ai lavori, provando a svegliarli dal “torpore” che sta rendendo vani i sacrifici fatti, creando inoltre un clima di contestazione, testimoniato dai cori nel secondo tempo, da parte del pubblico del Pinto.

Scopriremo solo aspettando qualche mese quale sarà la verità, ma certo è che i falchetti dovranno iniziare a dare tutto in campo, senza arrendersi alla prima difficoltà e fornendo prestazioni incoraggianti nelle prossime due sfide cruciali contro Siracusa e Fondi.

(Roberto Farina)