lunedì 31 marzo 2003, ore 16.15

Decreto latte: favorevoli e dubbiosi

Valutazioni diverse sul decreto latte approvato venerdi’ dal consiglio dei Ministri. Perplessa la Confederazione Italiana agricoltori che ritiene il provvedimento caratterizzato da luci ed ombre. Se da una parte il decreto abolisce 22 norme della precedente legislazione, dice la Cia reggiana, dall’altra istituisce nuova burocrazia, sia per gli acquirenti che per i trasformatori, che non facilitano le compravendite del prodotto. La Cia comunque auspica che il decreto possa rappresentare davvero il primo passa verso l’auspicata riforma del settore, alla ricerca di una normalizzazione. Preoccupazione invece per i produttori di Parmigiano-Reggiano che intendono chiudere la vertenza quote latte, penalizzati perche’ costretti a versarle prima della vendita del prodotto che, come e’ noto, avviene solo dopo uno o due anni. Inoltre il meccanismo rischia di colpire soprattutti giovani ed imprese che intendono ampliare il lavoro aziendale in quanto la liberalizzazione della commercializzazione delle quote per la Cia ne fara’ levitare i valori. Di tutt’altro tenore il giudizio della Coldiretti che ritiene il decreto una importante scolta del Governo e una grande vittoria sindacale. ‘La nuova legge’ secondo il presidente reggiano Nasi ‘ e’ organica, strutturale e perfettamente aderente alla normativa comunitaria ed e’ arrivata appena in tempo a scongiurare l’ennesima annata casearia piena di incertezze per il settore. Secondo il direttore coldiretti Angelo Nazzari il nuovo decreto dara’ piu’ forza contrattuale ai produttori per raggiungere l’accordo sul prezzo del latte con gli industriali che, attualmente, vogliono pagarlo 60 lire al litro in meno rispetto allo scorso anno. Per la Coldiretti ora e’ fondamentale un forte impegno del governo in sede comunitaria per ottenere un aumento quota, attualmente al 56% del fabbisogno ed una ragionevole rateizzazione delle multe pregresse per non danneggiare le imprese che hanno investito.