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Il progetto di legge di riordino istituzionale messo a punto dalla Giunta regionale, il radicamento della ‘ndrangheta nel nostro territorio, il tema della gestione del servizio idrico: sono alcuni dei filoni che hanno caratterizzato l’ultima puntata di Decoder prima della pausa estiva, ospiti il sindaco di Reggio Luca Vecchi e il presidente della Provincia Giammaria Manghi. Forte la sintonia tra i due amministratori, che si sono differenziati soltanto nell’analisi della situazione economica. Manghi ha parlato di una crisi che dispiega ancora i suoi effetti, inasprendo in particolare il problema della casa: “Gli sfratti esecutivi sono tantissimi – ha detto – anche in queste settimane”. Vecchi invece vede una chiara inversione di tendenza, non solo per i dati economici, ma anche per altri segnali: “La ripresa delle iscrizioni ai nidi e scuole dell’infanzia, il calo dell’accesso ai poli sociali e la battuta d’arresto della crescita della morosità”.

Sul fronte della sicurezza, sindaco del capoluogo e presidente della Provincia si sono detti soddisfatti della collaborazione con i vertici delle forze dell’ordine, anche se Manghi ha sottolineato la crescita allarmante dei furti in abitazione: “Questa è una di quelle cose che non possiamo accettare come un dato normale. Non possiamo abituarci e conviverci”.

Il sindaco Vecchi ha parlato anche dello stop al piano per la costituzione di una società pubblica a cui affidare la gestione del servizio idrico. “Un atto di responsabilità”, lo ha definito, di fronte alla prospettiva di “creare un’azienda che avrebbe iniziato la propria attività con 230 milioni di euro di debiti. Il padrone, cioè i Comuni, è povero. Dovremmo chiedere tutti questi soldi in prestito alle banche”. Entro il 30 settembre l’assemblea dei sindaci deciderà come proseguire il percorso. Le opzioni, ha spiegato il primo cittadino di Reggio, sono due: “O una società mista con un partner industriale oppure una gara in cui il gestore è chiamato a rispettare determinati vincoli”.