IL DIO E GLI DEI

Afferma il teologo e scienziato Jean Florì: “La teologia moderna, particolarmente dopo Rudolph Bultmann, parla di smitizzare la Bibbia. Intendendo con ciò che bisognava spurgare la Santa Scrittura di tutti i concetti pseudo-scientifici incompatibili con le nostre conclusioni attuali…” (17). E’ indiscutibile che nell’età delle scoperte scientifiche non è più possibile ammettere che esistano dei “depositi per la grandine” (18), o che la terra sia “sostenuta da colonne” (19). Sono espressioni contenute nella Bibbia; ma il linguaggio usato è poetico, non scientifico; l’autore sacro utilizza delle immagini, colorite senza dubbio, ma pur sempre immagini, non concetti scientifici. Anche l’apostolo Giovanni nello scrivere il libro dell’Apocalisse, usa questo modo espressivo quando scrive: “E il cielo si ritrasse come una pergamena che si arrotola” (20). E questo libro, soprattutto, è stracolmo di immagini simili, così come il libro del Genesi. E’ a causa di tale linguaggio che al primo libro della Bibbia non è stata risparmiata l’etichetta di “mitico”. Se però si paragona ai libri delle culture orientali contemporanee allora delle differenze sostanziali risaltano in modo evidente.

Prendiamo, per il confronto, il racconto mitologico della creazione conosciuto come il “Mistero di Atrahasis” (21). Per la Bibbia, Dio è prima di tutte le cose; Egli è Eterno e Creatore. Nel “Mistero d’Atrahasis”, gli dei non sono altro che uomini costretti a scontare una pena: “Quando gli dei erano ancora umani – si legge nel poema – essi lavoravano e sopportavano la fatica, grande era la fatica degli dei, pesante il loro lavoro, e lunga la loro pena”.

Per la Bibbia l’uomo è creato ad “immagine e somiglianza di Dio”, allo scopo di essere il signore della creazione. Nel “Mistero”, l’uomo è creato per servire gli dei. Nel testo si legge che uno di essi EA, propose agli altri dei di creare l’uomo e di destinarlo ai lavori penosi in loro vece.

Il Dio della Bibbia dice: “Facciamo l’uomo a nostra immagine e somiglianza, e abbia dominio sui pesci del mare, sugli uccelli del cielo, sugli animali, su tutta la terra, e su tutti i rettili che strisciano sulla terra” (22).

Nel “Ministero scopriamo che gli dei si pentono di aver creato l’uomo, ormai cresciuto a dismisura in quanto a unità, poichè le urla e la confusione da essi prodotti disturbano il sonno degli dei. Gli ‘esseri divini’ si arrabbiano a minacciano una strage; ma l’umanità è poi salvata grazie al tradimento di uno degli stessi dei.