STOP AL PROLIFERARE DI ANTENNE PER TELEFONIA MOBILE NEI CENTRI ABITATI

RIMANE ESECUTIVA L’ORDINANZA DEL SINDACO DI MONSUMMANO TERME (PT) DEL 5 MAGGIO 1999 CON CUI SI DISPONE CHE “GLI IMPIANTI FISSI PER LA RADIODIFFUSIONE E LE INSTALLAZIONI PER LA TELEFONIA MOBILE NON POSSONO ESSERE UBICATE A MENO DI 300 MT. DA INSEDIAMENTI RESIDENZIALI, SCOLASTICI, SANITARI, COMMERCIALI E COMUNQUE OVE SIA PREVISTA LA PRESENZA DI ESSERI UMANI”

Con ordinanza del 28 luglio 1999 il T.A.R. Toscana rigetta la richiesta della sospensione dell’esecuzione dell’ordinanza n. 109 emessa dal Sindaco di Monsummano T.me a salvaguardia dei rischi derivanti da esposizioni alle onde elettromagnetiche.

La richiesta di sospensiva era stata avanzata dalla societa’ Ericsson Telecomunicazioni S.P.A. (leggi WIND) all’interno del ricorso contro il Comune per l’annullamento del provvedimento indicato come lesivo di cospicui interessi economici, cioe’ produttivo di “danno grave ed irreparabile” non riconosciuto dal T.A.R. Toscana.

Nel conflitto continuo di dover scegliere tra la borsa o la vita, vince anche questa volta il buon senso cautelare della salute, in pieno rispetto del principio A.L.A.R.A., indicato dalla comunita’ scientifica a livello mondiale e riconosciuto dall’O.M.S.

L’ordinanza del Comune di Monsummano faceva seguito ad analogo provvedimento di sindaci di tutto il territorio nazionale, schierati con i propri cittadini allarmati dalle crescenti richieste di installazione di antenne sui tetti delle citta’.

A Monsummano il CODACONS, su richiesta della popolazione, nel primo giorno di primavera, aveva provveduto con propri mezzi e tecnici a verificare la presenza di campi elettromagnetici dentro e fuori le abitazioni. Dai risultati delle misurazioni era venuta la richiesta esplicita a prendere provvedimenti. Il Sindaco, in piena coerenza con i disposti normativi che lo indicano come

Autorita’ sanitaria sul territorio preposto alla salvaguardia della salute pubblica, emetteva l’ordinanza raccogliendo

l’unanime consenso dell’opinione pubblica e dell’associazione ambientalista.

Oggi, a ratifica ulteriore della disposizione cautelativa, il CODACONS Toscana, in nome di tutto il popolo inquinato da elettrosmog, in attesa di una generalizzata delocalizzazione degli impianti esistenti su tutto il territorio nazionale, sentitamente ringrazia quanti si sono adoperati ad ottenere questo importante precedente giudiziale.