Cronaca

12 febbraio 2015. Nella cassetta delle lettere dell’azienda un imprenditore correggese trova una busta, all’interno c’è un proiettile 30-06 Springfield, considerato munizione da guerra, e una lettera con una richiesta estorsiva e pesanti minacce: se non paga 80mila euro subirà gravi ritorsioni, con conseguenze per la sua famiglia e i suoi bambini nel caso sporgesse denuncia ai carabinieri. La lettera è anonima, ma secondo gli inquirenti lascia chiaramente intendere che l’interlocutore conosce bene le abitudini della vittima. L’imprenditore di Correggio non si lascia intimidire e si rivolge ai militari. Per lui sono giorni di paura. ma i Carabinieri, a conclusione delle indagini, riescono ad arrestare il responsabile della tentata estorsione, un uomo di 34 anni, originiario di Napoli e residente nella cittadina della Bassa. E’ un ex dipendente dell’azienda.

L’uomo, qualche giorno dopo l’arrivo della lettera, si era fatto vivo con la scusa di cercare un lavoro. Aveva fatto intendere all’ex datore di lavoro che sapeva della richiesta di denaro e si era offerto di aiutarlo: grazie ad alcuni ‘amici’ avrebbe risolto il suo problema. Nel frattempo, analizzando le immagini dei sistemi di videosorveglianza, anche i militari avevano stretto il cerchio attorno all’ex dipendente. Un’auto simile alla sua era stata ripresa dalle telecamere, da quell’auto era scesa una persona che aveva imbucato la busta con la richiesta di denaro. Il 34enne inoltre, ignaro di essere intercettato, aveva fatto credere all’imprenditore di aver risolto il problema per poi pretendere 10mila euro come ricompensa per l’intervento dei suoi amici. Nelle ultime ore l’epilogo della vicenda. Una volta ricevuti i soldi, nei pressi dell’azienda, gli uomini dell’Arma sono entrati in azione: hanno fermato l’estorsore con le mani nel sacco e lo hanno arrestato. L’uomo è ora in carcere, a disposizione del sostituto procuratore Giacomo Forte, titolare dell’inchiesta.