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Tutti Contro Il Bollo Auto

Tutti contro il bollo auto

L’Aci, le Regioni, i concessionari: va abolito

di EDOARDO BORRIELLO

ROMA – Tutti contro il bollo auto, la tassa di circolazione che costa più di 10.000 miliardi l’ anno agli automobilisti italiani. “Il bollo va soppresso”, dice Franco Lucchesi, presidente dell’Automobile Club d’Italia, l’ uomo che guida la “macchina” pubblica preposta alla raccolta della tassa di circolazione. Lucchesi non ha dubbi: “Le condizioni per farlo ci sono e l’Aci auspica che avvenga al più presto”.

La scelta a livello europeo è già stata fatta e la Francia ha anticipato tutti. Anche la Germania ci sta pensando. “Ora tocca all’Italia – dice il presidente dell’Aci – e in questo momento il governo sta parlando di bonus fiscale, per cui la proposta dovrebbe trovare terreno favorevole”.

Nessuno meglio dell’Aci sa quanto gli automobilisti siano stati penalizzati sinora. “Tra imposte sul carburante e sui lubrificanti – spiega Lucchesi – l’Iva sugli acquisti, i ricambi, le riparazioni, il bollo, l’ assicurazione e i pedaggi autostradali, l’auto è in assoluto il bene più tassato. Quasi si trattasse di un bene di lusso. Mentre – osserva – non è altro che uno strumento indispensabile per il lavoro e l’organizzazione della vita di tutti i giorni, come dimostra il fatto che sulle strade italiane circolano più di 42 milioni di veicoli”.

È stata la Regione Piemonte – presieduta da Enzo Ghigo, a capo anche della Conferenza delle regioni italiane – a lanciare la crociata contro il bollo auto e dell’iniziativa si son fatti paladini anche Antonio Di Pietro e il sindaco di Roma, Francesco Rutelli. Tra qualche giorno la giunta regionale piemontese discuterà la proposta dell’assessore al bilancio Angelo Burzi di chiedere al governo Amato l’abolizione della tassa di circolazione. Come compensazione del mancato gettito Burzi propone l’aumento dell’aliquota Iva che Roma versa alle regioni, dal 25,7 per cento al 31,5 per cento, utilizzando metà bonus fiscale.

Dalla riscossione del bollo auto le regioni incassano ogni anno circa 8.000 miliardi di lire con tutta una serie di problemi derivanti dalla riscossione, a cominciare dai costi per la contabilizzazione dei versamenti, che possono essere effettuati non solo presso le sedi locali dell’Aci, ma anche presso i tabaccai, negli uffici postali e presso le agenzie per le pratiche auto. La proposta Burzi mira quindi a introdurre anche una semplificazione burocratica, oltre che alcuni benefici per l’industria automobilistica. “Si tratta – dice Burzi – di avvicinare l’Italia al resto dell’Europa”.

La proposta della Regione Piemonte piace ai concessionari di auto italiani, che in queste ultime settimane hanno visto assottigliarsi la clientela, fortemente disorientata dal caro- benzina e dal caro-assicurazioni. “Abolire il bollo auto è un atto dovuto dallo Stato agli automobilisti”, afferma Angelo Colaneri, cui fa capo il gruppo romano che distribuisce le auto Fiat, Hyundai, Daewoo, Kia, Lotus e Daihatsu. Dal canto suo Vincenzo Malagò, presidente della Federaicpa, cui aderiscono i maggiori concessionari italiani, aggiunge: “È ora che i soldi versati dagli automobilisti tornino nelle loro tasche in altre forme”. Favorevole all’abolizione del bollo auto è anche l’Aduc, l’associazione dei consumatori.